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Posts Tagged ‘Open Science’

Come cambia la conoscenza con la transazione al digitale. I materiali:
-sono orizzontalizzati, polverizzati: milioni di utenti, milioni di input e output di conoscenza.
-sono facilmente riusabili. E’ una delle forze di Internet. I bit sono a disposizione per qualcuno che voglia creare nuovi servizi. Pubblicare è facile ma predisporre servizi di Information Retrieval è qualcosa di più. Distingue due funzioni: pubblicazione e selezione dei materiali. Ora coincidono nel ruolo degli editori per motivi storici, non perchè siano realmente e necessariamente connesse.

Un es. di piattaforma: MITOPENCOURSEWARE: messa a disposizione di quasi tutti i materiali MIT su Internet OA

Open Science: OA è solo uno degli aspetti dell’Open Science (l’aspetto della diffusione). La modalità con cui si fa scienza sta cambiando. Almeno un milione di blog di scienziati. Come già al tempo delle lettere di Galileo a Keplero, di nuovo gli scienziati comunicano immediatamente i risultati della ricerca. Processo che fino a ora è opaco diventa trasparente. Cambia il modo di fare scienza in modo ampio, complessivo.

OA di qualità è possibile.

Sottolinea due aspetti:

1) importanza del ruolo delle biblioteche universitarie, come straordinarie consumatrici e produttrici di conoscenza. “Nuovo” ruolo per le biblioteche (che in realtà coincide con quello vecchio, ma è riattualizzato). Università hanno il compito di trovare, acquisire, organizzare, ospitare, diffondere, tramandare contenuti. Ruolo non facile, soprattutto per quanto riguarda la permanenza. Importante questo richiamo al ruolo delle biblioteche come luoghi che assicurano la preservazione di dati, la permanenza dei dati. Per una “distrazione” del legislatore la legge del copyright italiana non permette di creare una copia digitale ai fini della conservazione, non cosi’ in altri paesi europei.

2) importanza della trasparenza: università possono comunicare direttamente. Hanno sempre comunicato, ma ora la possibilità di comunicare senza intermediari è aumentata. Produzione didattica, produzione scientifica ora sono direttamente accessibili attraverso le pagine delle nostre università. La trasparenza è un problema, non è facile da garantire.

I destinatari della comunicazione delle università sono:
-i cittadini (metà degli utenti di MIT OCW sono cittadini, autodidatti)
-le aziende (si risponde così alla loro percezione delle università come strutture “oscure”)
-la PA (fondamentale la trasparenza verso chi finanzia le attività dell’università)

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