Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Open Access’

Giovedì 6 marzo alla Tavola Rotonda “Diritti in gioco: comunicazione scientifica, copyright, e licenze d’uso” che si è tenuta al Palazzo delle Stelline nell’ambito del Convegno “I diritti della biblioteca: accesso alla conoscenza, proprietà intellettuale e nuovi servizi” Jan Velterop, (Director of Open Access, Springer) ha suggerito un correttivo al tradizionale modello author pays.

Il modello author pays “tradizionale” (pay-per-publish) ha dei limiti (costi alti, rischio di scarsa selettività da parte di alcune riviste; aggiungerei l’impossibilità da parte delle istituzioni, almeno italiane, di provvedere alla spesa non prevedibile nei bilanci), e ha proposto il pay-per-submit: si tratta di una sorta di tassa che il ricercatore dovrebbe pagare indipendentemente dall’accettazione dell’articolo. E’ come un esame a cui ci si iscrive, come l’esame di guida: paghi anche se non sei sicuro di passare. In questo modo gli editori riuscirebbero a redistribuire meglio i costi e a sostenere il peso del processo di peer-reviewing. E’ un modello che sotto certi aspetti potrebbe produrre una divaricazione sempre maggiore tra il concetto esteso di Open Access e quello dell’editoria commerciale; tuttavia varrebbe la pena di considerarne le potenzialità positive: il livello della competitività positiva, la garanzia di non legare la pubblicazione alla quota versata. Potrebbe funzionare, a patto che non prevalgano, ancora, logiche di mercato o di poteri accademici; e a patto che ne conseguano modelli di finanziamento da parte delle istituzioni, in modo che si possa assicurare la sostenibilità dell’impegno finanziario.

Annunci

Read Full Post »

Considerazioni generali e un esempio di risorsa: Rialto, repertorio di poesia e prosa occitanica medievale. È una biblioteca digitale dinamica, che si propone di mettere in rete l’intero corpus letterario occitanico medievale. Aspetto del sito è molto sobrio. Prodotto da più atenei, capofila Napoli. Cominciato nel 2001, 460 trovatori. Esempio. Si apre un menu dal nome di un trovatore, trovo il testo e una minima presentazione con la possibilità di cliccare.
Progetto tutto istituzionale, finanziato con i PRIN. Offre notevoli possibilità: l’apparato critico del testo che quindi si può lavorare: è OA dei dati! È una biblioteca digitale dinamica, di più autori si possono consultare edizioni diverse, si possono correggere le edizioni (es. Rigaut de Berzebilh). Il curatore in Rialto è generalmente un giovane ricercatore, che fornisce anche un commento, oppure lo riprende da edizioni “classiche”. Quando nota, c’è anche la partitura musicale. Quando possibile, edizioni sinottiche.
RialC (sulla letteratura catalana) è un progetto già concluso
Due considerazioni:
la scientificità: come nel caso di reti medievali, Rialto è un sito altamente qualificato. C’è un comitato di redazione che opera una sorta di referaggio, anche se nel campo umanistico si parla di referaggio sui generis.
l’uso di questi strumenti: la mattinata di un filologo è ben diversa da quella di un fisico! I filologi non pubblicano sulla rete, le modalità di pubblicazione per noi sono decisamente tradizionali.
Nel caso di Rialto non è sempre facile far accettare a colleghi, anche inglesi!, di far citare le edizioni di Rialto.
Non sarà mai una sostituzione della carta, ma si tratta di risorse alternative.

Per un filologo però il vero OA sarebbe dato dall’avere la disponibilità dei dati (repertori, dizionari, fonti).

Read Full Post »

Importante contributo di Paola Guglielmotti che mette in relazione il discorso sull’OA con lo statuto epistemologico delle discipline. Non è vero che l’OA riguardi solo le scienze pure. Differenti discipline hanno differenti necessità. La frontiera metaforica tra area umanistica e scientifica è già stata superata. Reti Medievali funziona già da 15 anni. Comunità di studiosi del medioevo al di là delle specificazioni disciplinari. Sito gestito in modo non centralizzato. Sperimentazione di coordinazione, organizzazione reticolare. Forme della comunicazione scientifica in ambito umanistico.
Monografie (dice Antonella De Robbio) sono il modello per la comunicazione scientifica di ambito umanistico. Non è così vero.
Alcuni elementi:
– confini con altre discipline: filologia, arte, archeologia
– componente regionale locale
– rapporto con la tradizione storiografica pregressa
-ricerca erudita medievistica di un secolo fa è ancora molto importante ed è punto di riferimento imprescindibile
Non si può tenere presente solo l’approccio contenutistico. RM intende costruire uno strumento che tenga presente l’inclusività. Porta selettivamente verso altri luoghi della conservazione ad accesso aperto, è ganglio che guida verso altri contenitori della ricerca (importante il riferimento agli archivi istituzionali come depositi di riferimento).

Laura Gaffuri entra nel dettaglio del sito e ne mostra le funzionalità.
Un medioevo in rete fortemente qualificato. Scientificità del sito. Comitato scientifico, redazione, redattori corrispondenti, referee board.
Ricerca storica e comunicazione sono le due voci di questo sito. Selezione critica della conoscenza
Illustra le diverse sezioni (una è biblioteca).

Si fanno precisi accordi con le case editrici: si mantengono rapporti con la tradizione di pubblicazione scientifica classica. Nelle discipline umanistiche un contributo non muore mai, anche se la storiografia compie passi in avanti. Un contributo o non nasce mai o non muore mai!
CALENDARIO è una sezione dl sito molto frequentata – raccoglie eventi diversi di argomento medievistico nel mondo. Le iniziative congressuali di 10 anni fa non sono obsolete, documentano attività scientifica che per noi è ancora interessante e valida.
DIDATTICA altra sezione importante. Luogo di dibattito e di confronto con chi lavora in altri settori dell’istruzione (anche la scuola secondaria)
Importante la SELEZIONE CRITICA DELLE CONOSCENZE

Read Full Post »

Vogliamo mettere a confronto diverse realtà della ricerca. Questa è la prima giornata, vogliamo che sia un inizio. Dal 1975 al 1995 il prezzo dei periodici è aumentato del 300%. Ben oltre il livello di inflazione. Abbiamo un esempio che proviene dalla biblioteca di Chimica perché è lì che ci sono i prezzi più alti.

Perché i periodici costano tanto? Il mercato è INELASTICO. L’offerta non si deve confrontare con nulla, se non con la capacità di acquisto, che è disposta a tutto. Il mercato diventa sempre più inelastico man mano che cresce il prestigio di una rivista. L’esistenza di “core journals” rende necessario che biblioteche acquistino alcuni titoli imprescindibili.

Un grave problema è che chi sente la crisi non è chi pubblica: la biblioteca, l’istituzione paga i costi, ma chi fa ricerca non ne percepisce l’aumento. Questo problema ricade sulle biblioteche che devono pagare. I bibliotecari stessi tendono a non pubblicare open access!

Quale può essere la ragione di questa situazione? E’ il meccanismo complessivo che non ha trovato soluzioni. I consorzi non hanno portato a risposte soddisfacenti di fronte all’aumento del prezzo dei periodici. In questi pochi mesi ci siamo accorti con non siamo in grado di trovare soluzioni definitive. Possiamo intervenire sui valori marginali delle nostre raccolte. Possiamo trovare soluzioni sulle strategie di acquisto delle nostre collezioni. Internet nasce per l’accesso aperto. Questo è anche il nostro obiettivo; non è facile tuttavia uscire dai modelli tradizionali. Uno dei passaggi è quello dell’author pays, ma non è la soluzione definitiva e richiede degli aggiustamenti. Il modello author pays sembra non essere risolutivo, ma pare solo spostare il problema.

Ci sono reazioni nel mondo editoriale che fanno pensare: gli editori si attrezzano, organizzano campagne contro l’OA. Alcuni segnali del successo del OA:
-Il Federal Research Public Access Act
-gli editori si valgono di un PR che si occupi di contrastare l’OA
-la dichiarazione di Bruxelles degli editori
-la diminuzione dei costi di alcune riviste
Questo ci dimostra che bisogna lavorare per promuoverlo!
I prezzi continuano a salire, MA la presenza di strumenti di concorrenza tendono a contenere l’aumento dei costi, basti pensare a quello che sta avvenendo nel mondo della fisica e di cui ci parlerà Stefano Bianco.

(Bianca e Giovanna)

 

Read Full Post »