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	<title>Sviluppo collezioni &#187; gbalbi</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 09:22:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovedì 6 marzo alla Tavola Rotonda “Diritti in gioco: comunicazione scientifica, copyright, e licenze d’uso” che si è tenuta al Palazzo delle Stelline nell’ambito del Convegno “I diritti della biblioteca: accesso alla conoscenza, proprietà intellettuale e nuovi servizi”  Jan Velterop, (Director of Open Access, Springer) ha suggerito un correttivo al tradizionale modello author pays.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal">Giovedì 6 marzo alla Tavola Rotonda “Diritti in gioco: comunicazione scientifica, copyright, e licenze d’uso” che si è tenuta al Palazzo delle Stelline nell’ambito del Convegno “I diritti della biblioteca: accesso alla conoscenza, proprietà intellettuale e nuovi servizi”<span>  </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jan_Velterop">Jan Velterop</a>, (Director of Open Access, Springer) ha suggerito un correttivo al tradizionale modello author pays.</p>
<p class="MsoNormal">Il modello author pays &#8220;tradizionale&#8221; (pay-per-publish) ha dei limiti (costi alti, rischio di scarsa selettività da parte di alcune riviste; aggiungerei l’impossibilità da parte delle istituzioni, almeno italiane, di provvedere alla spesa non prevedibile nei bilanci), e ha proposto il pay-per-submit: si tratta di una sorta di tassa che il ricercatore dovrebbe pagare indipendentemente dall’accettazione dell’articolo. E’ come un esame a cui ci si iscrive, come l&#8217;esame di guida: paghi anche se non sei sicuro di passare. In questo modo gli editori riuscirebbero a redistribuire meglio i costi e a sostenere il peso del processo di peer-reviewing. E’ un modello che sotto certi aspetti potrebbe produrre una divaricazione sempre maggiore tra il concetto esteso di Open Access e quello dell’editoria commerciale; tuttavia varrebbe la pena di considerarne le potenzialità positive: il livello della competitività positiva, la garanzia di non legare la pubblicazione alla quota versata. Potrebbe funzionare, a patto che non prevalgano, ancora, logiche di mercato o di poteri accademici; e a patto che ne conseguano modelli di finanziamento da parte delle istituzioni, in modo che si possa assicurare la sostenibilità dell’impegno finanziario.<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
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		<title>Walter Meliga, RIALTO</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 09:19:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Considerazioni generali e un esempio di risorsa: Rialto, repertorio di poesia e prosa occitanica medievale. È una biblioteca digitale dinamica, che si propone di mettere in rete l’intero corpus letterario occitanico medievale. Aspetto del sito è molto sobrio. Prodotto da più atenei, capofila Napoli. Cominciato nel 2001, 460 trovatori. Esempio. Si apre un menu dal [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=35&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Considerazioni generali e un esempio di risorsa: <a href="http://www.rialto.unina.it/">Rialto</a>, repertorio di poesia e prosa occitanica medievale. È una biblioteca digitale dinamica, che si propone di mettere in rete l’intero corpus letterario occitanico medievale. Aspetto del sito è molto sobrio. Prodotto da più atenei, capofila Napoli. Cominciato nel 2001, 460 trovatori. Esempio. Si apre un menu dal nome di un trovatore, trovo il testo e una minima presentazione con la possibilità di cliccare.<br />
Progetto tutto istituzionale, finanziato con i PRIN. Offre notevoli possibilità: l’apparato critico del testo che quindi si può lavorare: è OA dei dati! È una biblioteca digitale dinamica, di più autori si possono consultare edizioni diverse, si possono correggere le edizioni (es. Rigaut de Berzebilh). Il curatore in Rialto è generalmente un giovane ricercatore, che fornisce anche un commento, oppure lo riprende da edizioni “classiche”. Quando nota, c’è anche la partitura musicale. Quando possibile, edizioni sinottiche.<br />
RialC (sulla letteratura catalana) è un progetto già concluso<br />
Due considerazioni:<br />
la scientificità: come nel caso di reti medievali, Rialto è un sito altamente qualificato. C’è un comitato di redazione che opera una sorta di referaggio, anche se nel campo umanistico si parla di referaggio sui generis.<br />
l’uso di questi strumenti: la mattinata di un filologo è ben diversa da quella di un fisico! I filologi non pubblicano sulla rete, le modalità di pubblicazione per noi sono decisamente tradizionali.<br />
Nel caso di Rialto non è sempre facile far accettare a colleghi, anche inglesi!, di far citare le edizioni di Rialto.<br />
Non sarà mai una sostituzione della carta, ma si tratta di risorse alternative.</p>
<p>Per un filologo però il vero OA sarebbe dato dall’avere la disponibilità dei dati (repertori, dizionari, fonti).</p>
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		<title>Paolo Provero, Open Access nelle scienze biomediche</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 09:16:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Descrive la sua disciplina (studio di dati sperimentali, biologia e medicina,  con metodi matematici; luogo di incontro fra fisica e biomedicina).
BMC: 184 riviste ad accesso aperto, gli autori hanno diritti riservati, sono tutte referate. Le riviste della parte biologica hanno peer review classico, con referee anonimi e commenti che vengono poi raccolti dagli editor. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=34&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Descrive la sua disciplina (studio di dati sperimentali, biologia e medicina,  con metodi matematici; luogo di incontro fra fisica e biomedicina).<br />
<a href="http://www.biomedcentral.com/">BMC</a>: 184 riviste ad accesso aperto, gli autori hanno diritti riservati, sono tutte referate. Le riviste della parte biologica hanno peer review classico, con referee anonimi e commenti che vengono poi raccolti dagli editor. 3 riviste di punta, di argomento meno specializzato, e quindi con impatto più alto. <a href="http://www.plos.org/">PLoS</a> ha meno riviste, due di punta. La prima cosa che si va a vedere per scegliere di pubblicare su una rivista è l’impatto. I giornali OA non hanno ancora i livelli dei principali giornali di settore. Anche PloS che è molto buono come livello non è paragonabile ai classici “Science”, “Cell”, “Nature”. Peraltro qss. 3 riviste sono accessibili ovunque perché tutte le biblioteche le acquistano. Non è automatico che la disseminazione e l’accessibilità sia maggiore con le riviste OA. Per settori meno specializzati: IF di riviste core è molto più alto di quelle OA e non c’è così tanta differenza rispetto alla diffusione (in qualsiasi luogo dove si fa ricerca biomedica si possono consultare “Nature” o “Cell”). Per riviste molto specifiche invece IF delle riviste Biomed è più alto. Andando nello specifico delle discipline i parametri di impatto scendono inevitabilmente e i livelli tra riviste tradizionali e riviste OA si avvicinano.</p>
<p>Si sta lavorando per rendere aperti e sempre più trasparenti i sistemi di peer review. Infatti si è generata insoddisfazione nella comunità scientifica per la peer review tradizionale, perché il processo è anonimo e non sempre trasparente. Si crea una situazione asimmetrica (nome dell’autore è noto, nome del revisore anonimo) che genera scontento. Nuovi modelli<br />
-<strong>Open peer review</strong>: (BMC journals): referee non anonimi e commenti pubblicati insieme all’articolo. Il modello funziona ma ha problemi: più difficile trovare referee e generalmente sono meno severi (temono ritorsioni, non vogliono essere contattati direttamente dagli autori)<br />
- <strong>Open peer review facoltativo</strong>: PLos chiedeva giustificazione in caso di rifiuto da parte del referee ad aprire il peer review. Gli atteggiamenti più frequenti sono il timore di ritorsioni e di essere contattato direttamente dagli autori. Non è detto che il referee sia in posizione di potere rispetto a chi giudica. Non è ovvio che peer review aperto sia sempre migliore di quello chiuso<br />
-<strong>Community peer-review </strong>(Nature): i lavori sono sottoposti a peer review tradizionale e contemporaneamente resi pubblici. Ma generalmente si ricevono pochi commenti e poco utili.<br />
-<strong>Open and permissive peer-review</strong>: gli autori devono cercarsi tre referee: questo è già un filtro. L’articolo viene pubblicato anche se report è negativo, con report firmati. Ovvio che l’autore in questo caso preferisce non pubblicare perché vengono pubblicati anche i commenti.<br />
-<strong>No peer review</strong> (<a href="http://www.philica.com/">Philica</a>: non ha peer review ma solo commenti post comunicazione: infestato da pseudoscienza)</p>
<p>L’accesso ai dati è più importante dell’accesso alle pubblicazioni! Nella bioinformatica si fa ricerca sulla base di dati provenienti da database aperti. La ricerca in questo campo sarebbe impossibile se non ci fossero i dati su database pubblici. Anche Nature richiede che i dati siano resi pubblici. Chi pubblica i dati li esplora ma non fa ricerca approfondita su tutto. Ci sono moltissime informazioni che non sono ancora state estratte ed elaborate! Anche i software sono open source. Si puo’ quindi fare ricerca con un PC e un accesso Internet. Se le riviste fossero OA, con 500 euro (PC e connessione veloce) si potrebbe fare ricerca di alto livello. è la portata rivoluzionaria dell’accesso aperto in bioinformatica.</p>
<p>(Bianca e Giovanna)</p>
<pre style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></pre>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/unitosvicol.wordpress.com/34/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/unitosvicol.wordpress.com/34/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unitosvicol.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unitosvicol.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unitosvicol.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unitosvicol.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unitosvicol.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unitosvicol.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unitosvicol.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unitosvicol.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unitosvicol.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unitosvicol.wordpress.com/34/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=34&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paola Guglielmotti – Laura Gaffuri, Il Medioevo in rete</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 09:13:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Importante contributo di Paola Guglielmotti che mette in relazione il discorso sull’OA con lo statuto epistemologico delle discipline.  Non è vero che l’OA riguardi solo le scienze pure. Differenti discipline hanno differenti necessità. La frontiera metaforica tra area umanistica e scientifica è già stata superata. Reti Medievali funziona già da 15 anni. Comunità di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=33&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Importante contributo di <strong>Paola Guglielmotti</strong> che mette in relazione il discorso sull’OA con lo statuto epistemologico delle discipline.  Non è vero che l’OA riguardi solo le scienze pure. Differenti discipline hanno differenti necessità. La frontiera metaforica tra area umanistica e scientifica è già stata superata. <a href="http://www.storia.unifi.it/_RM/">Reti Medievali</a> funziona già da 15 anni. Comunità di studiosi del medioevo al di là delle specificazioni disciplinari. Sito gestito in modo non centralizzato. Sperimentazione di coordinazione, organizzazione reticolare. Forme della comunicazione scientifica in ambito umanistico.<br />
Monografie (dice Antonella De Robbio) sono il modello per la comunicazione scientifica di ambito umanistico. Non è così vero.<br />
Alcuni elementi:<br />
- confini con altre discipline: filologia, arte, archeologia<br />
- componente regionale locale<br />
- rapporto con la tradizione storiografica pregressa<br />
-ricerca erudita medievistica di un secolo fa è ancora molto importante ed è punto di riferimento imprescindibile<br />
Non si può tenere presente solo l’approccio contenutistico. RM intende costruire uno strumento che tenga presente l’inclusività. Porta selettivamente verso altri luoghi della conservazione ad accesso aperto, è ganglio che guida verso altri contenitori della ricerca (importante il riferimento agli archivi istituzionali come depositi di riferimento).</p>
<p><strong>Laura Gaffuri</strong> entra nel dettaglio del sito e ne mostra le funzionalità.<br />
Un medioevo in rete fortemente qualificato. Scientificità del sito. Comitato scientifico, redazione, redattori corrispondenti, referee board.<br />
Ricerca storica e comunicazione sono le due voci di questo sito. Selezione critica della conoscenza<br />
Illustra le diverse sezioni (una è biblioteca).</p>
<p>Si fanno precisi accordi con le case editrici: si mantengono rapporti con la tradizione di pubblicazione scientifica classica. Nelle discipline umanistiche un contributo non muore mai, anche se la storiografia compie passi in avanti. Un contributo o non nasce mai  o non muore mai!<br />
CALENDARIO è una sezione dl sito molto frequentata &#8211; raccoglie eventi diversi di argomento medievistico nel mondo. Le iniziative congressuali di 10 anni fa non sono obsolete, documentano attività scientifica che per noi è ancora interessante e valida.<br />
DIDATTICA altra sezione importante. Luogo di dibattito e di confronto con chi lavora in altri settori dell’istruzione (anche la scuola secondaria)<br />
Importante la SELEZIONE CRITICA DELLE CONOSCENZE</p>
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		<title>Lorenzo Magnea, Un mattino in rete per un fisico teorico</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 09:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbalbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornata UniTO Open Access]]></category>
		<category><![CDATA[Arxiv]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Magnea]]></category>
		<category><![CDATA[Numero H]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologia della citazione]]></category>
		<category><![CDATA[SPIRES]]></category>
		<category><![CDATA[Total Open Access]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci propone un intervento informale descrivendo il lavoro quotidiano. In 20 anni il modo di lavorare dei ricercatori nella fisica delle alte energie è completamente cambiato. Dalle buste con francobolli ai files al web, dalla biblioteca al browser. Non si accede quasi più alla biblioteca ma si ricorre all’archivio telematico. Siamo passati dai pre-print agli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=32&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ci propone un intervento informale descrivendo il lavoro quotidiano. In 20 anni il modo di lavorare dei ricercatori nella fisica delle alte energie è completamente cambiato. Dalle buste con francobolli ai files al web, dalla biblioteca al browser. Non si accede quasi più alla biblioteca ma si ricorre all’archivio telematico. Siamo passati dai pre-print agli e-prints. C’è sempre stato in fisica un forte impatto della pre-pubblicazione: si inviavano abitualmente articoli prima della pubblicazione (si inviavano per posta ad esempio alle isituzioni importanti). Con l’avvento della rete inizio anni 90 si è cominciato a usare la posta elettronica, e poi il web. Quando un fisico teorico arriva in ufficio, non cerca una rivista, ma cerca che cosa è successo ieri nel suo campo di ricerca. Si siede alla scrivania e può vedere tutto quello che viene prodotto, in tempo reale. Ogni fisico consulta il sito <a href="http://arxiv.org/">arXiv</a>. La prima veloce occhiata alle liste di interesse richiede una quindicina di minuti. La prospettiva supera il concetto di OA, si puo’ parlare di TOTAL Open Access: su Arxiv si possono vedere TUTTE le pubblicazioni scientifiche degli ultimi 10 anni. Ci sono anche le tesi di dottorato. E’ disponibile sia il pdf che il file sorgente (è possibile quindi prelevare la figura e l’equazione di un collega, magari avvisandolo precedentemente).</p>
<p>L’arXiv nasce come archivio della fisica delle alte energie, ma ha poi una crescita graduale. Prima si limitava alla fisica, ora comprende anche matematica, computer science, biologia. Grafico dell’andamento dei documenti è sempre in ascesa, la crescita si sta espandendo sempre con lo stesso ritmo. Si aprono sempre nuovi argomenti. Fisica dell’alta energia ha continuato a crescere fino ad arrivare a un punto di saturazione la crescita si è fermata: questo significa che l’INTERA comunità della fisica delle alte energie usa Arxiv (lo stesso andamento si noterà tra poco anche per le altre discipline che stanno ancora crescendo). Ormai non si ricorre più ai vecchi sistemi e-mail o ftp. Si lavora decisamente sul web (1996 web upload erano solo il 10%, nel 2003 quasi tutti usano direttamente il browser). Non è pubblicazione completamente priva di filtro: ovvero, non c’è un vero referaggio, ma un minimo livello di controllo. Si mettono i testi referabili, che sono cioè accettabili &#8211; vale a dire che se voglio scrivere sugli oroscopi non vengo messo sull’arXiv. Filtro a costo bassissimo, piccolo gruppo di persone (bastano i titoli o l’istituzione, non è neanche necessario leggere l’abstract). I titoli manifestamente inutili o banali non compaiono nemmeno.</p>
<p>Parla di psicopatologia della citazione: ossessione dei ricercatori di fisica: scoprire da chi si è stati citati il giorno prima e il numero H. Prima del web dovevamo sfogliare i vari Citation Index. Ora è tutto istantaneo. Su <a href="http://www.slac.stanford.edu/spires/">SPIRES</a> (strumento di calcolo citazionale, fondamentale per HEP, considera lavori dal 1991 in poi) accanto a ogni lavoro si vede subito quante volte è stato citato.</p>
<p>In clima di Total OA, cosa servono le riviste istituzionali? Servono per la GESTIONE DEL PROCESSO DI REFERAGGIO. Lascia aperto l’interrogativo se debba essere fatto in quel modo e con quei costi.</p>
<p>(Bianca e Giovanna)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/unitosvicol.wordpress.com/32/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/unitosvicol.wordpress.com/32/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unitosvicol.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unitosvicol.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unitosvicol.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unitosvicol.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unitosvicol.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unitosvicol.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unitosvicol.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unitosvicol.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unitosvicol.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unitosvicol.wordpress.com/32/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=32&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Viviana Mandrile, La ricerca accessibile</title>
		<link>http://unitosvicol.wordpress.com/2007/12/11/viviana-mandrile-la-ricerca-accessibile/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 08:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbalbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornata UniTO Open Access]]></category>
		<category><![CDATA[Repository]]></category>
		<category><![CDATA[Tesi dottorato]]></category>

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		<description><![CDATA[Tesi di dottorato:
disponibili in tutti gli atenei anche in formato digitale
prodotto della ricerca originale e innovativo: primo step di una ricerca che poi può proseguire
per i bibliotecari è “letteratura grigia”: non hanno l’impatto che meriterebbero
vantaggio per l’istituzione = aumentare la visibilità del prodotto della ricerca
In Europa la situazione è più matura: harvesting di archivi istituzionali
 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=31&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Tesi di dottorato:<br />
disponibili in tutti gli atenei anche in formato digitale<br />
prodotto della ricerca originale e innovativo: primo step di una ricerca che poi può proseguire<br />
per i bibliotecari è “letteratura grigia”: non hanno l’impatto che meriterebbero<br />
vantaggio per l’istituzione = aumentare la visibilità del prodotto della ricerca<br />
In Europa la situazione è più matura: harvesting di archivi istituzionali<br />
<a href="http://www.eprints.org/openaccess/policysignup/"> ROAR Map</a> raccoglie le politiche di molti paesi. Non tutti hanno lo stesso comportamento<br />
Le tesi comunque non sono molte, in Italia, nonostante le buone intenzioni.<br />
Norme che regolano le tesi sono nate in tempi diverse.<br />
Legge sul diritto d’autore riconosce alle tesi il pieno diritto (633/1941)<br />
Disciplina speciale dottorato di ricerca: obbligo di deposito alle biblioteche nazionali, secondariamente agli atenei<br />
Disciplina recente del deposito legale<br />
Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato (CRUI)<br />
Atenei che hanno aderito all’OA possono prevedere l’obbligo di deposito nei propri archivi istituzionali senza ledere il diritto d’autore. Ma devono modificare i propri bandi e il Regolamento delle tesi di dottorato.<br />
Gruppo di lavoro CRUI si è anche concentrato sulla questione della standardizzazione e interoperabilità (allo scopo di rendere possibile l’interoperabilità con gli archivi internazionali).</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/unitosvicol.wordpress.com/31/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/unitosvicol.wordpress.com/31/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unitosvicol.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unitosvicol.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unitosvicol.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unitosvicol.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unitosvicol.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unitosvicol.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unitosvicol.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unitosvicol.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unitosvicol.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unitosvicol.wordpress.com/31/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=31&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Giulio Lughi, Ipotesi di archiviazione integrata per il multimedia</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 11:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbalbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornata UniTO Open Access]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interoperabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Modularità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il filo rosso dell’intervento è la parola “integrato”. La multimedialità è elemento culturale che ci caratterizza. Non è solo un aspetto tecnico, ma è una forma testuale complessa verso cui evolve la comunicazione.
Moltiplicazione delle fonti è altro aspetto che caratterizza il nostro tempo: non più solo il libro, non più solo i nuovi media segnati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=19&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il filo rosso dell’intervento è la parola “integrato”. La multimedialità è elemento culturale che ci caratterizza. Non è solo un aspetto tecnico, ma è una forma testuale complessa verso cui evolve la comunicazione.<br />
Moltiplicazione delle fonti è altro aspetto che caratterizza il nostro tempo: non più solo il libro, non più solo i nuovi media segnati dalla dimensione industriale. Ora viviamo in una dimensione multipla di strumenti e supporti. Ciò comporta che la elaborazione stessa della conoscenza è profondamente modificata. La cultura visuale non riguarda solo più l’arte, ma l’antropologia, la storia, la sociologia …<br />
Il digitale porta anche altre conseguenze: la segmentazione, con il raggiungimento di livelli di granularità e di modularità a cui non eravamo abituati. Con la diffusione degli ipertesti, è la logica del database che ci guida. E’ una logica del query costante. Ma attenzione: non è solo degli ultimi anni! E’ tutta la cultura del 900 che ci ha portato  a questo; è dall’insegnamento di Saussure che abbiamo cominciato a pensare in termini di paradigma e di sintagma, è da Propp che abbiamo cominciato a pensare in termini di funzioni e costanti narrative. Molta della cultura epistemologica novecentesca si basa sulla modularità di strutture sottostanti a una superficie (vedi anche l&#8217;inconscio di Freud, la linguistica di Chomsky), che è un dato base dell’informatica.</p>
<p>I metadati nel testo scritto sono stati ciò che ha reso possibile l’applicazione della modularità e quindi il riuso, l’OA. Open Access è disponibilità ma anche obbligo a inserire dei tag, a classificare, a inserire i dati entro una classificazione condivisa. Solo se ho testi modularizzati e codificati li posso far fruire in un sistema complessivo. La modularità è un problema. La rete e l’informatizzazione obbligano a guardare le cose sia dall’interno (il testo) sia dall’esterno (il sistema): solo se ho dei testi modulari posso farli fruire all’esterno. La rete funziona come sistema informativo.</p>
<p>Es. importanza trasferimento di conoscenza e interoperabilità dei dati (c’è un Tavolo di discussione CSI Piemonte sulla interoperabilità dei dati, affinchè tutti i cittadini possano condividere dati e i metadati, attraverso un sistema condiviso che unisca il territorio, i ctittadini, l’università. Condivisione metadati è il prerequisito dell’interoperabilità).</p>
<p>Es. e-learning è in una fase di transizione: ora poggia su una dimensione di sistema informativo dell’università. Importanza del learning object: qualcosa che abbia una marcatura, che sia definito che sia quindi riusabile. Materiali didattici devono diventare learning objects</p>
<p>Es. Anche nuove forme di documentazione e di fruizione di testi complessi. <a href="http://www.billviola.com/">BILL VIOLA</a> ci mostra che talvolta la fruizione nella rete è persino più emozionante ed efficace della visione diretta.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/unitosvicol.wordpress.com/19/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/unitosvicol.wordpress.com/19/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unitosvicol.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unitosvicol.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unitosvicol.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unitosvicol.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unitosvicol.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unitosvicol.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unitosvicol.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unitosvicol.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unitosvicol.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unitosvicol.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=19&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Stefano Bianco, SCOAP e l&#8217;INFN</title>
		<link>http://unitosvicol.wordpress.com/2007/12/07/stefano-bianco-scoap-e-linfn/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 10:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbalbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornata UniTO Open Access]]></category>
		<category><![CDATA[CERN]]></category>
		<category><![CDATA[INFN]]></category>
		<category><![CDATA[SCOAP3]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Bianco (INFN Frascati, fisico delle alte energie e responsabile del servizio informazione scientifica) presenta l’attività dell’INFN e del CERN.
SCOAP è frutto dell’iniziativa promossa dal CERN e sostenuta dai principali attori della comunità dei fisici HEP (High Energy Physics).
L’OA è nel menoma dei fisici e nel menoma del CERN: essi hanno per primi teorizzato e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=17&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Stefano Bianco (INFN Frascati, fisico delle alte energie e responsabile del servizio informazione scientifica) presenta l’attività dell’<a href="http://www.infn.it/indexen.php">INFN</a> e del <a href="http://public.web.cern.ch/Public/Welcome.html">CERN</a>.</p>
<p><a href="http://www.scoap3.org/">SCOAP</a> è frutto dell’iniziativa promossa dal CERN e sostenuta dai principali attori della comunità dei fisici HEP (High Energy Physics).</p>
<p>L’OA è nel menoma dei fisici e nel menoma del CERN: essi hanno per primi teorizzato e praticato l’OA, con cinquantennale cultura del preprint, attraverso la creazione dell’ArXiv nel 1991, per mezzo della consolidata pratica di autoarchiviazione dei pre-print nell’ArXiv e del post print quando consentito dagli editori, attraverso la creazione delle prime riviste OA peer-reviewed. Rappresentano quindi una comunità “di nicchia”, la cui comunicazione scientifica avviene attraverso poche riviste; c’è una quasi totale sovrapposizione tra autori degli articoli e lettori (non così in altre comunità, come ad es. quella dei medici). Hanno iniziato a lavorare OA ben prima della nascita del web! Per noi la distribuzione del prodotto scientifico è immediata. Fondamentale è comunque la certificazione di qualità alla quale sottopongono i loro lavori. Il ruolo della peer-review è indiscusso, l’OA non è una scelta di semplificazione!</p>
<p>SCOAP vuole instaurare l’OA per tutte le riviste del settore, mantenendo l’eccellenza. Potremmo estendere il modello anche ad altre riviste. E potremmo anche contagiare altre comunità.</p>
<p><strong>Dati</strong></p>
<p>87% degli articoli HEP sono pubblicati da 4 editori e 57% da editori not-for-profit (anche se not-for-loss)<br />
90% degli HEP pre-prints è disponibile in repositories.<br />
Circa 5000 articoli all’anno</p>
<p>Il costo delle riviste sono aumentate ogni anno dell’8%. I consorzi non sono riusciti a risolvere il problema dei costi. Il modello author pays non è in alcun modo accettabile e non sostenibile.</p>
<p>Il consorzio della agenzie HEP emetterà un tender, rivolto a tutti i publishers, in cui si chiede una quotazione per il costo degli articoli. Alcune caratteristiche</p>
<p>Articolo reviewed subito reso accessibile<br />
ARTICOLO SPEDITO, INSIEME AI METADATA, AD UN REPOSITORY (deciso da SCOAP)<br />
On line preservato per sempre<br />
Accesso ai backfiles</p>
<p><strong>Gli scopi</strong>:</p>
<p>1. proporre un nuovo modello economico per creare nuovo mercato<br />
2. uscire dalla logica del cartello<br />
3. ribaltare il modello da “reader-pays” a “author side funding”</p>
<p>Si cambia completamente il rapporto. L’editore diventa certificatore di qualità e produttore di servizi. Da dove si prendono i soldi per finanziare SCOAP? Dal risparmio che le università e i consorzi avranno</p>
<p><strong>Costi</strong></p>
<p>Il costo di un periodico è dato principalmente dal processo di peer review. Per la gran parte degli editori tale costo è 1000-2000 € (anche per BMC e PLoS). Il budget annuale per la transizione all’OA delle pubblicazioni HEP dovrebbe ammontare a un max. di €10 M / anno.</p>
<p>Se tutti gli editori rispondono positivamente al bando e pare che siano molto interessati (Elsevier compreso) SCOAP dovra&#8217; raccogliere circa 10 milioni di euro per finanziare la pubblicazione degli articoli in queste riviste. Ciascun paese dovrà contribuire in base alle proprie pubblicazioni: l&#8217;Italia per il 6,9 (calcolo effettuato sui contributi italiani pubblicati su queste riviste e presenti in ArXiv).<br />
<strong><br />
Considerazioni complessive</strong></p>
<p>Il modello può funzionare se vedrà l’adesione di tutti i paesi. Obiettivo a lungo termine è l’estensione del modello ad altre discipline vicine. L’esempio di SCOAP3 diventerà una pietra miliare nella storia della pubblicazione scientifica. Il modello può funzionare perché è un settore ridotto, può servire per il significato “profetico” e per lo stimolo a creare una situazione di concorrenza.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/unitosvicol.wordpress.com/17/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/unitosvicol.wordpress.com/17/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unitosvicol.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unitosvicol.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unitosvicol.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unitosvicol.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unitosvicol.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unitosvicol.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unitosvicol.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unitosvicol.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unitosvicol.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unitosvicol.wordpress.com/17/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=17&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Introduzione e saluti</title>
		<link>http://unitosvicol.wordpress.com/2007/12/07/introduzione-e-saluti/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 09:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbalbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornata UniTO Open Access]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Bungaro, responsabile dello staff Sviluppo Collezioni presenta lo Staff neonato che si occupa di sviluppo delle collezioni, e quindi anche di OA. Di fronte alla crisi dei prezzi dei periodici le risposte organizzative non sono state efficaci. Quello che occorre sono le risposte strategiche. Mettere in discussione le modalità della comunicazione scientifica ma anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unitosvicol.wordpress.com&blog=1825076&post=14&subd=unitosvicol&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Franco Bungaro, responsabile dello staff Sviluppo Collezioni presenta lo Staff neonato che si occupa di sviluppo delle collezioni, e quindi anche di OA. Di fronte alla crisi dei prezzi dei periodici le risposte organizzative non sono state efficaci. Quello che occorre sono le risposte strategiche. Mettere in discussione le modalità della comunicazione scientifica ma anche il modo stesso di fare ricerca.</p>
<p>Interviene il Rettore dell’Università di Torino, Ezio Pelizzetti: l’argomento è di grande interesse. Nella difficoltà nelle trattative con i grandi editori si è reso necessario un coordinamento a livello nazionale affinché si fronteggi il monopolio dei grandi editori. OA è una delle possibilità. Uno dei criteri di serietà e di verifica è la peer-review, che controlla il valore della pubblicazione scientifica. Gli strumenti valutativi oggi sono anche quelli basati su indicatori citazionali. Il CIVR ora considera come criterio di qualità l’Impact Factor. Quello che conta è avere un riscontro oggettivo. La giornata sarà ricca di stimoli e considerazioni. La risorsa del Sistema Bibliotecario d’Ateneo di Torino è fondamentale per questi temi.</p>
<p>Saluto del Direttore Amministrativo, Giovanni Ferrero.</p>
<p>Rilevanza economica e culturale del tema che stiamo affrontando. Dal punto di vista dei grandi editori l’OA è considerato una strategia perdente. Questo fa capire che bisogna, al contrario, procedere sulla strada dell’OA, per contrastare il monopolio dell’editoria commerciale. E’ un tema che ha rilevanza anche sulle carriere dei ricercatori. Dobbiamo interrogarci sulle logiche di monopolio che impediscono un reale sviluppo economico e sul rapporto tra difesa del bene comune e copyright. Le biblioteche sono luoghi che fanno sviluppare le idee e promuovono la crescita della ricerca. Non bisogna banalizzare il discorso sull’OA, ma sarebbe necessario far maturare dalle realtà diverse un modo di intendere il problema che produca ricchezza culturale.</p>
<p>Intervento del Prof. Dellavalle, presidente del SBA</p>
<p>Il SBA ha realizzato questo primo incontro pubblico su un argomento di grande rilevanza. Con oggi si apre un tema che dovremo prendere in attenta considerazione. I ricercatori devono entrare come soggetti attivi nel cambiamento. C’è un territorio comune di lavoro per bibliotecari e ricercatori. Dobbiamo dare risposte e trovare soluzioni insieme. Il SBA è in dialogo con il mondo della ricerca, lo deve sostenere e promuovere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
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